Ciò che resta

Ciò che resta

I piatti da lavare, il suo profumo nella stanza.

L’eco delle risate, e l’abbraccio sulla soglia della porta.

Ciò che resta è l’albero spoglio da ogni foglia.

Le mille e una bottiglia vuota e mille e una ancora da svuotare.

Ciò che resta dalla poesia è il senso.

La paura di perdere la memoria, di non essere …

In ciò che resta .

La poesia si allontana da me, entra nel porto dei marinai.

Amanti del vino, non portano nostalgia per coloro che restano.

Non tornano dalla stessa donna due volte, e non portano rimpianti.

La poesia si allontana da me e si aggrappa all’idea.

Ciò che resta,

La fragilità di mille e una notte.

La domanda : Da quanto sei prigioniero di ciò che resta ?!

La poesia ritorna da me, fiera di aver perso la meta.

soddisfatta di ciò che ha ritrovato .

Torna e mi chiede: ora che sei tornato,

Stanco e sorridente …

Hai trovato ora te stesso ?!

Ciò che resta….

Parole pensate a Marzo, scritte a Novembre.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. amarantamorgante ha detto:

    Il resto è solo contorno di un’essenza chiamata senso…
    Bella questa poesia 🙂

    Piace a 1 persona

  2. amarantamorgante ha detto:

    Il resto è solo contorno di un’essenza chiamata senso…
    Bella questa poesia 🙂

    Piace a 1 persona

  3. Mosaab Hamad ha detto:

    Grazie mille ^_^

    "Mi piace"

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